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lettere al
direttore
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Buongiorno Signor Zovich !!! Come sta ??? Io sono Stefano, quel ragazzo italiano di U. che fa l'animatore turistico... Si ricorda ?? Ci siamo gia' sentiti qualche volta, una volta mi ha telefonato Lei poco prima che io partissi per andare a lavorare a Santo Domingo per sapere dove vivevo e se lavoravo. Volevo ringraziarLa per le continue email e sms che Lei mi manda offrendomi sempre un'opportunita' di lavoro qualora io ne abbia bisogno.... GRAZIE !!! Dato che ci sono volevo raccontarLe qualche mia News....Continuo a lavorare come Animatore Turistico e Assistente Pubbliche Relazioni e fino ai primi di Dicembre ho lavorato per una Societa' spagnola presso l'isola di Maiorca (Isole Baleari)...Mi sono trovato molto bene con questa Compagnia e dato che mi hanno fatto una bella proposta per tornare a lavorare da loro anche quest'anno (inizio fra 2-3 settimane...) con degli ulteriori e piu' importanti incarichi penso proprio che accettero' tali offerte......le dico la verita', dopo l'ultima stagione avrei voluto smettere e cambiare mestiere e rimanere vicino a casa,ma visto il putiferio totale che sta sconvolgendo una povera Italia che sta sempre peggio (non so se ne sa qualcosa ma tra Governi che non sanno che fare, problema immondizie nel Sud, lavoro precario, impossibilita' apparente di cambiare le cose.....) la mia voglia di rimanere qua e' durata ben poco.....E cosi' via....continuero' ancora per un po' a fare questo lavoro, l'animatore turistico, che per me e' una cosa assolutamente naturale, non mi pesa per nulla, mi permette in continuazione di stare a contatto con gente (sempre e comunque nuova....colleghi e clienti....), mi arricchisce sempre, perfeziono le lingue da me conosciute,mi fa conoscere posti nuovi e situazioni sempre piu' diverse e che portano a esperienze spesso positive......quindi sono molto contento per il momento..... Anche perche' riesco ad avere certe liberta' che mi permettono sempre di "guardarmi intorno", di vedere altre cose e altri lavori che potrei fare,situazioni favorevoli e non, e Le dico la verita' sta iniziando in me un forte desiderio di trovare qualcosa da fare per conto mio...... e dato che le idee e i progetti nella mia testa non mancano (anzi abbondano proprio....) sto valutando delle possibilita' che mi darebbero diverse situazioni lavorative che mi si stanno proponendo....In particolare sono affascinato da una mezza proposta per quanto riguarda un lavoro negli Stati Uniti....Tra dicembre e Gennaio sono stato in vacanza in Florida con un mio collega belga (con rapida capatina anche a Los Angeles e Las Vegas...) e naturalmente da buon uomo di Mondo (ragazzo di mondo....) non ci siamo fermati alle apparenze di certi ambienti un po finti e da certi Miti (Miami, i Casino' di Las Vegas, i parchi Disney, Hollywood, Beverly Hills, la sfarzosa ricchezza di certe zone delle metropoli.......), ma abbiamo cercato di sapere il piu' possibile sulle opportunita' lavorative e di aprire attivita' o di impegnarsi a fare qualcosa negli stati Uniti.....e siamo rimasti piacevolmente sorpresi verificando principalmente una cosa che ci ha colpito e che in Italia e' una cosa che forse non esiste piu' ...ovvero LA MERITOCRAZIA !!!!!! Che secondo me e' una cosa molto positiva e stimolante, ovvero buone idee+capacita'+voglia di fare = Buone possibilita' di Successo!!!! Visto che Lei vive e lavora negli Stati Uniti da anni credo che sappia di cosa sto parlando......e sono certo che prima o poi riusciro' a trovare una via che mi porti a combinare qualcosa di buono da quella parte del Mondo !!!! E dato che non sono piu' solo un ragazzino (ho 27 anni)non sono vecchio chiaro, ma sicuro non piu' un bambino ... visto anche le mie numerose esperienze in giro per il mondo e in varie situazioni.....), i tanti sogni che avevo e che ho voglio inizino a concretizzarsi e a portarmi a qualcosa.....Sia chiaro sono molto orgoglioso di cio' che ho fatto e cosa sto facendo, delle mie conoscenze, delle mie capacita' in continuo miglioramento, ma sono animato ancora molto da quel fuoco dentro che mi spinge sempre piu' avanti, al viaggiare, al muovermi sempre e al miglioramento di me e di chi mi circonda....e la cosa vedo che e' apprezzata !! Pero' ho visto che cosi' facendo mi puo' capitare di perdere di vista qualche treno che passa(cosa successa in passato....) e allora con l'esperienza cerco di tenere gli occhi piu' aperti e il cervello sempre in moto......Quindi, ringraziandoLa ancora per le Sue parole, le Sue email e sms con offerte di impiego, Le confermo che mi farebbe molto piacere che continuassimo a sentirci e a scriverci......e chissa mai che in un futuro prossimo riuscissimo a conoscerci di persona.....e magari a fare in modo che io possa lavorare per o con Lei.... Intanto La saluto e Le auguro una Buona Giornata e Buon Lavoro....Un Abbraccio !!! A presto.... STEFANO
il direttore risponde :
Mi ha fatto piacere leggerti e in particolare mi ha fatto piacere sapere che cerchi di metterti in proprio. Lavorare in conto proprio è il futuro di noi italiani. Quando hai bisogno di me per avere subito un posto di lavoro basta che mi mandi un E-mail oppure un SMS.
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Salve signor Zovich, navigando per caso su internet ho
scoperto il suo sito e devo dire che mi ha colpito molto ed è stato un peccato
non averlo scoperto prima che, sono sicuro, mi avrebbe aiutato moltissimo, nelle
mie due esperienze all'estero, nel cercare lavoro.
Il mio nome è Tristano e attualmente vivo in provincia di Lecce, dove sono nato,
città bellissima ma che mi sta molto stretta. Ho assaporato il gusto di vivere
la vita in modo diverso prima a Dublino e poi a Parigi e ho deciso cosa voler
fare.
Premetto che in questi ultimi anni ho avuto un paio di esperienze nell'ambito
della ristorazione gestendo tra l'altro un chiosco sulla spiaggia, la mia
decisione è stata di mettere la mia voglia di fare e la mia poca esperienza per
creare qualcosa di cui poterne andare fiero e possibilmente lontano dall'Italia.
Io sono qui per chiederle un aiuto essendo lei una persona di grande esperienza
ed avendo contatti un po in tutto il mondo. La mia idea è quella di aprire
un'attività di ristorazione in Polinesia, o comunque in posti di mare esotici.
Informandomi tramite internet ho raccolto non tante informazioni e a dire la
verità leggendo tutte le varie problematiche, soprattutto a livello burocratico,
che ogni diverso luogo mi propone in questo momento ho le idee un po' confuse.
Il mio sogno sarebbe la Polinesia ma qualsiasi luogo è perfetto purchè lontano
da qui. Quello che non riesco a spiegarmi è come riescono in tanti ad aprire
attività in giro per il mondo risolvendo questi problemi ? Come si fa ad aprire
una pizzeria in Germania, un ristorante in Spagna oppure un bar in Messico?
Lei dall'alto della sua esperienza saprebbe darmi qualche consiglio? circa il
luogo o le vie da percorrere.
Capisco di non averle dato degli elementi troppo chiari ma purtroppo è come mi
sento io in questo momento e cioè un po confuso. Quello che le posso dire è che
ho voglia di inseguire un sogno e cioè di aprire un'attività oltre confine e
possibilmente oltre oceano, e tutto quello che posso mettere è la mia voglia di
fare un po di esperienza e molto coraggio. La prego mi dia una mano a fare luce
almeno in parte alle mie domande. In attesa di una sua risposta le invio i miei
più cordiali saluti. Tristano
il direttore risponde :
Ciao Tristano, per raggiungere il tuo sogno, ma anche qualsiasi altro sogno o obbiettivo, bisogna anzitutto "muoversi" allo stesso modo di quella persona che ha deciso di imparare a nuotare buttandosi nell'acqua fredda ... il che non è da tutti ma se tutti fossero in grado di mettere in pratica un inizio del genere non ci sarebbero più dipendenti ma solo imprenditori, non sò se mi spiego. In parole più chiare ... nel tuo caso, andrei in un ufficio turistico qualsiasi, prenderei più deplian possibili che riguardano la zona dei tuoi sogni, arrivato a casa spulcerei una pagina dopo l'altra mettendo da parte quelle località più interessanti in ordine di preferenza. Dopodichè ritornerei nell'ufficio viaggi domandando il costo del biglietto dell'aereo per arrivare nelle diverse località (naturalmente andata e ritorno e solo charter) ... e mi metterei in viaggio senza preoccuparmi troppo della burocrazia e delle possibili difficoltà che (forse) troverai. Questo è il segreto del successo. Coloro che hanno timore di questo o di quello rimarranno sempre fermi continuando a sognare e ad invidiare coloro che lavorano in proprio. Una volta messo piede sul posto riposa solo per 24 ore dopodichè fai una bella passeggiatina in zona e cerca subito contatto con qualche ristoratore forse anche di nazionalità italiana (che si trovano anche in Polinesia). Sono pronto a scommettere che troverai quello che cerchi e senza troppi problemi. Beh, io ho fatto così e non mi sono mai pentito di essere fuori dall'Italia da oltre 50 anni, eppure a Milano avevo un super posto di lavoro e il pane assicurato per tutta la vita. Cosa ti posso ancora dire ... forse bisogna essere un poco matti per fare una cosa del genere ... io l'ho fatto ...
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Salve signor direttore, sono Cosimo, La ringrazio sinceramente per la sua chiamata. Mi ha fatto veramente piacere ascoltarla in quanto ha scongiurato in me quei dubbi dovuti ai freddi metodi di comunicazione che oggi risultano indispensabili. Le ribadisco inoltre la mia piena approvazione a tutto ciò che sta facendo tramite la sua organizzazione sopratutto perchè va incontro alle necessità della gente con un principio etico di inviolabile valore: l'aiutare il prossimo. Alla volta della avanzata cinese e degli extracomunitari che arrivano da tutte le parti del mondo per lavorare in Italia. Per noi italiani sembra non promettere più niente di buono sul piano lavorativo, e quelle poche attività del manifatturiero che per anni sono state la nostra unica manforte, oggi di fronte alla concorrenza spietata, sembrano costrette ormai a chiudere... aihmè quanti disoccupati e quanti giovani calati nella disperazione. Però, grazie a Dio, compare sempre qualche saggia mente illuminata, che, sà come ridestare gli animi. E tra queste, mi consenta, mi sembra di vedere proprio lei, sig. Zovich ... perchè, mentre il "solito" imprenditore si sforza di vendere il solito oggetto della produzione che ormai sembra non appartenere più ai nostri versanti a causa dei cinesi e ad insistere su un mercato ormai sclerotizzato a causa del calato potere d'acquisto delle famiglie, lei, invece, spiazza tutti proponendo di vendere "l'unica cosa veramente utile" : "il lavoro". Per di più a fronte di una domanda che sembra esondare oltremisura le stesse aspettative dell'offerta. Mi consenta di dire che sono onorato a poter partecipare con lei a questa missione che oserei definire "di salvezza per molti"... Ora penso però che sia arrivato il momento di agire e pertanto vorrei chiudere qui augurandole un grosso in bocca al lupo ! Si ricordi che sono sempre a sua disposizione ! Buona giornata ! Cosimo
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Caro presidente Eugenio Zovich, mi chiamo Fabio, sono siciliano, nella vita faccio il pasticcere. Le scrivo per delle mie esigenze e curiosità allo stesso tempo. Per primo le volevo fare i complimenti per il sito professionale, tra l' altro conosciuto da poco dal sottoscritto. Trovo che non sia il solito sito "matematico e schematico", ma sia un "sito messaggio", cioè una risposta significativa alle varie tematiche che affligono gli operatori del settore gastronomico. Addirittura in certe sezioni del sito escono fuori cose come "principi e lealtà", veramente un sito ben fatto. In secondo luogo, ho visto che nel sito propone dei lavori in giro per il mondo. Attualmente sono alla ricerca di un lavoro come chef pasticcere. Ho alle spalle 17 anni di esperienza maturata in diversi ambiti (pasticceria artigianale, pasticc. industriale, hotel, gelaterie ecc.). A sentire parlare gli altri sembra che abbia un buon curriculum. Negli ultimi anni ho fatto quasi sempre le stagioni, devo dire con molta sincerità che mi sono preso delle belle soddisfazioni. Ma ultimamente è un periodo un pò strano per me, quindi, gentile signor Eugenio se ha sotto mano qualche cosa inerente la mia figura professionale gliene sarei grato. Sono un ragazzo di 27 anni, mio padre era un muratore che per 30 anni ha lavorato in Germania (Solingen), tanto è vero che sono nato in Germania e ho passato gran parte della mia infanzia da quelle parti, riconosco i grandi sacrifici che hanno fatto i miei e nè vado fiero. Leggendo attentamente il sito della gastrounion caro direttore rivedo nella sua vita "i veri sacrifici", rispecchio la sua vita con quella di tanti italiani andati all'estero per "vero" lavoro. Adesso arrivo al mio punto cruciale, alla parte più saliente della mia e-mail. Ho letto nel sito la parte "Psicologia e filosofia", devo dire che non mi rispecchio in nessuna delle diciture espresse nel sito. C'è tanta gente che punta solo ai soldi (verissimo), c'è gente che punta più che ad un lavoro ad una fantomatica soluzione " vacanza e divertimento", c'è gente ...... e gente. In molti casi persone che non hanno nè arte, nè parte ; persone che presentano dei curriculum stellati quando in realtà sono 1/decimo di quello che affermano ; persone dai facili costumi, pronti a svendersi e a fare fortuna vendendo il prossimo. Negli anni girando ho visto poca professionalità in giro, ma ho visto troppa gente avida. Io ho fatto questo mestiere sempre con forte passione, creatività e grinta. Girando l'Europa ho imparato veramente tanto, sia come professionista, sia come persona. Ma negli ultimi anni .... non sò, sarà un fatto di globalizzazione, sarà che oggi grazie alle nuove tecnologie è diventato più facile trovare lavoro all'estero, quindi persone pronte a trasferirsi all' estero, ....... (siamo in tanti a cercare lavoro, ma tanti) ...... senz'altro un grande mercato della manodopera,
(1) Oggi mi tocca costatatare che c' è troppa gentaglia in giro, la gente che ha talento non lavora o se lavora, lavora male ; lavorano invece persone che si svendono per 2 lire.
(2) Vorrei sapere dove è andata a finire la serietà, <<ti dò la mia parola>> che tradotto in italiano significa bidonate allo stato puro.
(3) Vorrei vedere gente più motivata e più determinata in giro.
(4) Quando mi propongono un lavoro in Spagna, in Cina o in Australia, se in Italia un pasticcere guadagna "5 lire", ...... fuori dall' Italia lo stesso dovrebbe guadagnare "7 Lire" e non "5 Lire".
(5) Le persone che comandano le grandi conpagnie (navi, hotel, catene di ristoranti) dovrebbero ricordarsi che ancora esiste una cosa chiamata umiltà.
(6) Va ricordato che se una persona rispettosa si sposta in giro per il mondo, và rispettata quanto meno.
(7) Potrei continuare e ........ ancora continuare.
Il 2007 lo ricorderò come l' anno delle fregature.
Farò un piccolo resoconto della mia andatura professionale (solo 2007).
- Febbraio - Mi contatta TELEF. uno chef che lavora in Spagna (zona costa Blanca), lui mi che in Spagna andrei a guadagnare "5 Lire" e con il tempo se dimostro validità potrei diventare anche socio al 50 %. Questo chef di origine pugliese dalle grandi virtù verbali mi propone "l'occasione della mia vita" ......... DOPO QUALCHE SETTIMANA NON SI FA TROVARE PIU'.
- Marzo - vengo contattato da uno chef italiano che lavora a Malta (Hotel Intercontinental Malta*****), lui sta cercando un capo pasticcere, ...... tante e-mail spedite, telefonate a fiumi per approfondire le richieste ed esigenze, (e-mail tra l' altro in inglese anche se lo chef era italiano), in sintesi una settimana di grande interesse .... dopo 2 settimane non esistivo più.
- Aprile - mi contattano delle persone che stanno aprendo una grande pasticceria italiana nella Svizzera tedesca, in questa occasione percorro anche della strada a città a città affrontando delle spese alte, ma io per il mio futuro faccio questo e altro, (puntualizzo ... faccio un lavoro minuzioso al p.c. come : disegno del locale, macchinari, attrezzature,ecc.) .... mi reco nel luogo stabilito e sostengo un colloquio di 30 minuti. Pensavo che dopo tanto lavoro fatto per quella occasione almeno il colloquio doveva durare almeno 2 ore.
- Maggio - mi contatta uno chef di un grande 5 stelle a Venezia .................. BASTA LA FINISCO QUA.
Caro presidente la prego di scusarmi se nell' ultima parte di quest' e-mail ho usato un tono ed una dicitura un pò pesante, questo vuole essere un mio sfogo personale, non mi sta bene ..... o meglio non mi stanno bene tante cose. Le persone hanno diritto a vivere, a lavorare, ecc.; ma sembra che questo diritto venga meno nella società odierna. Infine, la ringrazio anticipatamente per la squisita attenzione che vorrà dedicarmi. Sicuro di una sua risposta le inoltro c. saluti. Fabio
il direttore risponde :
Ciao Fabio, purtroppo hai descritto non solo la realtà della vita ma in particolare quella della gastronomia di tutto il mondo. Effettivamente, in questo settore esistono leggi individuali legate alla singola persona che rende imprevedibile qualsiasi promessa o accordo a voce. Non esiste disposizione di legge in grado di obbligare gli operatori di questo settore nel comportarsi in base a delle regole scritte oppure anche alle giuste e ragionevoli regole di carattere umano. Ogni persona che si dedica alla gastronomia dice e fà quello che vuole indipendentemente da quello che promette e indipendentemente se "datore di lavoro o lavoratore stipendiato". Così è sempre stata la gastronomia e così sarà anche in futuro. Personalmente penso comunque che non è nemmeno possibile discreditare una parte a favore dell'altra in quanto sìa il datore di lavoro che il personale dipendente prendono decisioni (anche improvvise) seguendo proprie regole di opportunismo del momento. Il datore di lavoro è titolare di una azienda e fà attenzione ad arrivare a fine mese coprendo i costi di gestione e cercare anche di guadagnare così come anche il dipendente il quale per le sue prestazioni desidera essere retribuito con una cifra mensile gratificante in particolare se deve mantenere una famiglia. Sìa i datori di lavoro che i dipendenti sono in fondo dei contraenti che si alleano per una causa comune ma che si separano immediatamente qualora a uno dei due non conviene più tenere in considerazione promesse e concordati del passato anche più recente. La gastronomia bisogna accettarla così com'è, non ha assolutamente senso protestare oppure essere indignati su questo o su quello, è così e basta. Con più di 50 anni di esperienza in questo settore ne ho viste e sentite e lette di cotte e di crude di quello che le parti (datori di lavoro e dipendenti) hanno combinato fra di loro "a reciproco discapito" ma devo ancora precisare che qualsiasi scorrettezza è stata sempre dettata dalla convenienza individuale del momento per cui mi astengo nel dare un commento di critica a sfavore di qualcuno in quanto ognuno ha torto e ognuno a ragione perchè ognuno fà i propri interessi "del momento". L'unico utile consiglio che posso dare è quello di rivolgersi sempre alle agenzie di mediazione lavoro. Tutte le agenzie che si occupano di mediazione posti di lavoro sono utilissime per compensare eventuali discrepanze nel dare tempestivamente al datore di lavoro il personale mancante e anche tempestivamente dare anche a chi cerca lavoro un posto di lavoro. Con il reperimento entro poche ore di un nuovo posto di lavoro si evita di dover ritornare al punto di partenza con tutti i costi inerenti. Il servizio di mediazione privato è secondo il mio parere personale utilissimo e di estrema importanza in quanto le agenzie private sono sempre reperibili 24 ore su 24 telefonicamente e forse anche via internet per 365 giorni all'anno. Scrivo questo come indicazione/ripiego nel caso di divergenze fra le parti come unico consiglio, di più non si può fare.
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Spettabile direttore, mi chiamo Rosario, ho letto quello che ha scritto su sito della GASTROUNION e le devo dire che anch'io mi trovo nella situazione che eri te a 19 anni, solo che io ne ho 36. Lavoro in una città del nord in una pizzeria con mansioni di pizzaiolo dirigendo anche la cucina, il mio sogno è quello di aprire un pizzeria per conto mio ma purtroppo non ci sono ancora riuscito perchè non ho nessuno che mi aiuta nel campo economico, ma ho anche la paura di non riuscirci, e mi manca la spinta di iniziare. E le devo dire che questo e il mio sogno da un po di anni. Per un eventuale risposta porgo distinti saluti.
il direttore risponde :
carissimo Rosario ... per aprire
una attività in proprio non occorre denaro ma solo il coraggio di partire senza
avere paura di nulla anche se bisogna fare ev. una montagna di debiti oppure
bleffare per raggiungere un obbiettivo ben definito. Naturalmente il rischio
deve essere anche ben calcolato con almeno il 51 % in positivo senza volersi
preoccupare su un eventuale 49 % di probabilità negative. Non esiste
imprenditore che non rischia anche la propria esistenza e non esiste
imprenditore che "attende" un miracolo dal cielo. Quando si ha una idea buona a
cui si crede non di deve perdere tempo ... inizia a pensare come poterla
realizzare. Anche la strada più lungua inizia con dei piccoli passettini ma
senza movimento seppur virtuale non si muove nulla. Il denaro non è l'unico
requisito indispensabile per mettersi in proprio perchè esistono imprenditori
che fanno soldi anche senza soldi basta dare l'impressione di averli, per cui
l'effettivo indispensabile requisito per fare soldi è : NON AVER PAURA DI NULLA.
Con la paura di non riuscire nel realizzare qualcosa non si realizza nulla. I
problemi non si devono plastificare nel nostro cervello ancora prima che
esistano. Eventuali problemi si risolvono solo quando arrivano, e non nella
propria immaginazione altrimenti i nostri pensieri sono occupati nel pensare
giorno e notte alle disgrazie che "potrebbero" avvenire nel caso che. E' un
errore pensare alla "prevenzione" perchè se una persona è particolarmente
sensibile alle contrarietà non farà altro che inventare sempre nuovi eventuali
problemi per prevenirsi, ma così non si và avanti se si vuole diventare
imprenditori. Se vuoi un buon consiglio : alla tua età è estremamente difficile
cambiare il modo di pensare. Rimani dipendente che dormirai più tranquillo e
vivrai anche più a lungo.
Rosario scrive : spettabile signor Eugenio io sono disposto a fare una montagna
di debiti ma il fatto e che la montagna di debiti non me li fa nessuno, neanche
le banche perche io, e chi mi circonda non abbiamo niente devo partire da zero.
Allora se lei conosce qualcuno che mi puo aiutare, io sono disponibilissimo a
partire perche le capacita ce lo, anche se vivo in una citta difficile. Io sono
una persona che ascolta quindi l'eta non conta x cambiare il modo di pensare, ti
ringrazzio della email mi a fatto riflettere molto. Comunque io diventero
imprenditore.
il direttore risponde :
Rosario ... quello che ti posso
consigliare è :
1 - se sei ben specializzato in una mansione sfruttala il meglio possibile e
risparmia il più possibile per almeno uno o due anni
2 - esci fuori dall'Italia perchè nella penisola italica, senza soldi, non
combini nulla anche se hai l'idea migliore, anzi, è pericoloso perchè te la
rubano subito e tu sei ancora fuori ma ancora "in bolletta", oltretutto ... in
Italia devi già iniziare a pagare le tasse appena apri la partita IVA mentre
invece in USA o in Germania (per es.) prima si guadagna e poi paghi le tasse
dopo almeno 12 mesi di attività con la quale ti potrai regolare se chiudere o
continuare il lavoro autonomo
3 - vai in un paese dove potrai con solo 5000.-- (cinquemila) Euro aprire la tua
pizzeria o ristorantino. Nell'ultimo caso ti posso aiutare. Quando sei pronto a
partire rimandami un E-mail
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Stefano scrive : ho letto con interesse la storia del ragazzo che parte lasciando tutto alle spalle e che per aver successo non si chiede mai lo stipendio. Da una parte sono anche d´accordo ma credo ci siano pochissime persone al mondo che seguono questa filosofìa. Un padre di famiglia di una certa età con un sacco di spese, be credo che non parta per un lavoro senza sapere se puo´ vivere con il guadagno. lei ha fatto l´esempio di un ragazzo di 21 anni libero senza pensieri ma un uomo sui 40 anni con figli , be credo che forse un accenno allo stipendio se lo meriti visto che tra l´altro la maggior parte dei datori di lavoro sono veramente diciamo disonesti per non dire qualcosa altro. comunque a me va alla grande guadagno bene, forse l´unica cosa e´ che non ho ambizioni per il resto credo che il successo una persona se lo cerca da solo a sue spese rischiando tutto e con un pizzico di fortuna.
il direttore risponde :
per questo motivo non si assumono persone più anziane di 29 anni, no sposati e non in coppia. Tieni ben presente che L'EFFETTIVO VALORE DI UNA PERSONA NON DIPENDE DA QUELLO CHE DICE DI ESSERE MA SOLO DA QUELLO CHE DIMOSTRA SENZA PARLARE. Non solo nel settore della gastronomia (in particolare) ma anche in quasi tutti i settori, prima di diventare effettivi in una azienda è necessario dimostrare di essere idonei in base alla mansione prevista, per questo motivo esiste il periodo di prova. Se la professionalità dichiarata "a voce" corrisponde alla effettiva capacità del soggetto dimostrata in pratica è possibile diventare "effettivi" nell'ambito di una qualsiasi azienda. Non esiste un datore di lavoro così caritatevole nel voler pagare bene una persona incapace. Anche se le Leggi vigenti o i sindacati desiderano in tutti i modi "obbligare" un datore di lavoro nel mantenere ugualmente il personale che non produce ... non è ragionevole assumere o pagare bene una persona del genere. In questo caso, chiamare "disonesto" un datore di lavoro non è una affermazione ragionevole. Non per ultimo è da precisare che il fattore umano nel lavoro in team è un fattore determinante per una qualsiasi azienda. Un dipendente costantemente in disaccordo con i colleghi di lavoro è un fattore dannoso per l'azienda la quale può emettere un licenziamento anche se il soggetto è professionalmente ben preparato e anche se con funzioni dirigenziali. Se una persona pensa di meritare uno stipendio oppure un guadagno migliore deve sottostare a determinate regole e cioè: perfezionare/aumentare qualitativamente la propria professionalità nell'ambito della medesima azienda oppure : cambiare azienda, ma in tal caso deve essere in grado di dimostrare ad un eventuale nuovo datore di lavoro di essere all'altezza del compito previsto senza toccare "via telefono" oppure al momento del primo colloquio "a quattro occhi" con il responsabile alle assunzioni il tema bruciante del guadagno. Purtroppo ... passata una certa età diminuiscono progressivamente le opportunità di trovare lavoro per cui è sempre consigliabile rimanere il più possibile nella medesima azienda in quanto un eventuale cambio potrebbe diventare un disastro economico in particolare se il soggetto ha famiglia, figli e costanti onerosi obblighi finanziari a lunga scadenza. L'ideale sarebbe diventare autonomi con una attività a carattere imprenditoriale ... ma per entrare in una mentalità del genere bisogna esserne abituati. Un imprenditore abituato ad inventare un qualsiasi lavoro per guadagnare e vivere degnamente bene non ha problemi di trovare un'altro campo produttivo nel giro di pochi giorni indipendentemente se il soggetto ha 40/50/60 e più anni. Un dipendente abituato allo stipendio mensile da anni e anni, in caso di improvvisa disoccupazione, si troverebbe di fronte ad un mondo (immaginario) crollato e senza più futuro (anche se non è così). Il carattere o la mentalità di un essere umano viene formato dal mondo in cui ha vissuto nel passato. Più anni sono passati e più il soggetto ha cristallizzato il proprio stile di vita in un determinato modo. Se però la propria situazione (professionale o privata) improvvisamente cambia anche il programma futuristico del soggetto crolla e se non reagisce potrebbe subentrare anche il pensiero dell'autodistruzione. La fortuna e la sfortuna non esistono. Esiste solo l'azione o la reazione per migliorare sempre in meglio il proprio tenore di vita raggiungendo sempre più progressivamente un livello psicologico più appagato. Non esiste migliore soddisfazione che quella di avere raggiunto un determinato obbiettivo di vita con le proprie forze mentali e capacità produttive ... ma con la dimostrazione pratica delle proprie attitudini ed inventive professionali.
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il direttore risponde :
ciao Mario, lieto di leggerti. Ti posso forse aiutare più efficacemente fornendo alcune importanti informazioni. Attualmente il mercato del lavoro nella gastronomia è tutto "sottosopra" in quanto l'invasione di extracomunitari in tutta Europa ha cambiato il modo di pensare dei datori di lavoro. Nel settore della gastronomia il fattore "stipendio" era diventato un dilemma sempre più grave per i datori di lavoro di tutto il mondo (anche in Italia) in particolare dove il benessere ha raggiunto ottimi livelli di vita per cui la disponibilità di personale che si accontenta di poco rendendo di più è un fattore che ha determinato incisivamente il modo di cercare e di assumere personale da parte del datore di lavoro. Questo modo di pensare di ogni proprietario di esercizio pubblico fà già parte integrale della mentalità attuale dei gastronomi. Effettivamente da qualche anno i datori di lavoro cercano solo apprendisti giovani e preferibilmente "non di nazionalità italiana". Andando avanti di questo passo prevedo che in 10 anni avremo per la maggior parte ristoranti, pizzerie, gelaterie ecc. con proprietari indiani, pachistani, arabi, turchi ecc. ecc. - Non si può nascondere che come lavora un asiatico o un africano non lavora più un europeo. Questo sviluppo "globale" è comprensibile vivendo in una società dove non è nemmeno più necessario lavorare per vivere ugualmente bene ma ha generato un cambiamento di mentalità da parte di un datore di lavoro che vive su quello che riesce a guadagnare e a "risparmiare". In nordamerica, per esempio, nei ristoranti ci trovi quasi esclusivamente latinoamericani e della ex confederazione russa. Idem in Australia e nuova Zelanda dove ci trovi esclusivamente asiatici e così via. L'Europa ha allargato da qualche anno i confini della CE con nuove nazioni tipo Polonia, Rep. Ceka, Slovacchia, Ungheria, Lettonia, Estonia, Lituania ecc. e a partire dal gennaio del 2007 entrano a far parte della comunità europea ancora la Romania e la Bulgaria portando il numero degli europei comunitari a più di 500.000.000 milioni di abitanti. Il guadagno pro capite attuale degli abitanti appartenenti a queste nuove nazioni è di ca. 300.-- (trecento) Euro netto al mese. Chi non lavora non ha diritto a nulla. L'Italia ha 60.000.000 milioni di abitanti con un guadagno pro capite mensile di oltre 1.800.-- Euro ma chi non lavora ha diritto di assistenza finanziaria (min. ca. 370.-- Euro), assistenza sanitaria gratis e sussidi di diverso genere.
Salvatore scrive : sono venuto a conoscenza della gastrounion per caso. ho letto varie e-mail a lei inviatele da persone come me che sono in cerca di lavoro. ognuna con il proprio passato, con le proprie "sfighe", con i propri modi di fare e di pensare. credo che nella vita, in generale, ci sia bisogno oltre che di bravura, umiltà, convinzione nei propri mezzi e persuasione, credo ci sia bisogno anche di fortuna nell'essere nel posto giusto al momento giusto, nell'incontrare la persona giusta che creda in te e nell'avere l'intuizione che quella è l'occasione che aspettavi. le scrivo questo non per mettere un'impronta melodrammatica e/o filosofica alla mia situazione, le scrivo questo perchè è proprio quello che ho vissuto nella mia vita, lavorativamente parlando. ma ovviamente non mi arrendo, altrimenti non starei a perder tempo nel scriverle. ho iniziato a lavorare nella ristorazione a 17 anni, prima come lavapiatti poi come cameriere. poi mi iscrissi all'università. i miei non potevano aiutarmi così lavoravo alla sera nei vari locali bolognesi. alla fine lasciai l'università e provai ad entrare nel mondo del lavoro stabilmente. ma il mercato del lavoro negli ultimi 6 anni è in mano alle agenzie interinali ed il terziariato è la forma contrattuale oggi come oggi più comune, rendendo il precariato il nuovo status sociale della nostra generazione. le uniche soddisfazioni le ho sempre avute in ambito gastronomico. non sono "giovanissimo", ho 35 anni e non le nascondo il fatto che un pò di timore c'è, più passano gli anni meno occasioni hai. ma con l'esperienza che si ritrova lei queste cose le saprà di sicuro. mi può dare una mano? devo rimettermi in gioco e ho un sacco di voglia di farlo. nell'attesa porgo cordiali saluti.
il direttore risponde :
ciao Salvatore, la tua breve storia fà parte della classica situazione della nostra vita. Anch'io mi sono trovato di fronte al medesimo dilemma, o meglio : "sbilanciamento esistenziale" ma ti posso assicurare che è solo una minima fase negativa (forse anche necessaria) della nostra vita che ti aiuta a riflettere e maturare. Se ad un certo punto della nostra vita non vediamo più un orizzonte chiaro si effettua spontaneamente una frenata psicologica e ci si mette in aspettativa in attesa di una nuova motivazione per poter ripartire con un nuovo entusiasmo pieno di speranze positive. Non desidero filosofare e nemmeno desidero darti dei consigli tipo : fai così oppure così. Ti posso solo raccontare come ho fatto io per trovare la mia strada, forse troverai delle parallele che ti potranno aiutare. La mia vita è sempre stata piena di situazioni dolorose ad iniziare dalla fanciullezza fino all'età di 50 anni, età in cui finalmente compresi che solo liberandomi dai pregiudici spichici autobloccanti ho potuto trovare la mia strada, purtroppo molto in ritardo. Attualmente ho 66 anni e da 16 anni vivo felice ed appagato e se sapevo già da giovane "come" poter arrivare al livello di oggi avrei iniziato anche subito a mettere in pratica determinate regole. Quali sono queste regole ? Anzitutto eliminare i pregiudizi e le paure che ci bloccano. I miei pregiudizi in linea di massima erano per esempio : trovare un posto di lavoro fisso per vivere tranquillo - avere una pensione assicurata in caso di vecchiaia - avevo paura di effettuare una attività autonoma giustificandomi in diversi modi - speravo sempre nella fortuna e avevo paura della sfortuna - speravo di incontrare la persona giusta cui fidarmi per avere un aiuto ecc. ecc. - Con questa mentalità iniziai la mia vita da adulto, ma quello che ho passato con i miei citati pregiudizi e paure, dopo 50 anni di vita sofferta, mi ha dato lo spunto di ripensamento sul mio modo di pensare analizzando me stesso così come se fossi arrivato al traguardo di una prima fase e all'inizio di una seconda fase. Ho messo sottosopra il mio cervello con la motivazione : adesso basta, adesso voglio vivere come voglio io. Anzitutto ho abbandonato o lasciato andare tutto quello che mi bloccava senza pensare alle conseguenze del futuro. Ho iniziato un tipo di attività senza chiedere l'aiuto di qualcuno o di qualcosa e senza bisogno di capitale. Ho iniziato e basta facendo attenzione a non fare dei danni alla società seppur correndo dei rischi. I rischi si possono calcolare ma non ti devono bloccare in quanto i problemi si risolvono strada facendo e non prima di iniziare nel realizzare il desiderato. Chi ha paura dei rischi è meglio che rimane un eterno dipendente per non dire "perdente". Avevo abbandonato l'idea di aver bisogno di qualcuno o di qualcosa per poter vivere come volevo. Ho abbandonato l'idea che esiste la fortuna e la sfortuna. Dal momento in cui mi liberai con rigida conseguenza di tutti questi pregiudizi mi sentii libero per iniziare "la mia vita" secondo i miei desideri e ti posso assicurare che adesso vivo così come ho sempre desiderato vivere, mi spiace solo che sono arrivato in ritardo. Tu hai "solo" 35 anni e hai davanti a te ancora tutta una vita, ti invidio.
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Stefano D.T. scrive : ci siamo sentiti pochi giorni fà via telefono. Ho avuto l'occasione di osservare più attentamente il suo sito, ed ho letto le risposte che lei ha dato ai ragazzi... è stupefacente! Il suo modo di riflettere e di credere in quel che si vuol realizzare è identico alla mia concezione di vita. In breve le racconto la mia storia.... vengo da una famiglia non benestante e sin da adolescente il mio unico sogno e sempre stato quello di avere un ristorante tutto mio. Ora sappiamo benissimo che la parte più dura per aprire un'attività e l'inizio. Perchè se non si hanno le conoscenze giuste (parlo di fornitori che potrebbero fare credito), e non si trovano soci giusti (e parlo di persone che oltre ad essere soci svolgano il lato pratico del lavoro all'interno dell'attività), e quasi impossibile aprire un ristorante con un minimo investimento. Io ho avuto la fortuna, (ma l'ho anche cercata) di riuscire ad impelagare in questo mio progetto altri due ragazzi della mia età. Ora, la loro presenza è stata essenziale sia per la liquidità che hanno investito inizialmente (utile per bloccare il contratto d'affitto di locazione, e per ritirare la licenza), ma indispensabile per il lavoro iniziale all'interno del ristorante stesso. Infatti erano uno chef, molto bravo tra l'altro, ed un barman/cameriere. Questo mi ha permesso di non dover sborsare nessuno stipendio per il primo anno d'attività, perchè eravamo noi stessi a mandare avanti tutto. Dopo poco più che un'anno, sono sorti i primi problemi economici. L'idea immediata loro era quella di chiudere e far saltare tutto, ma io non mi arresi e senza neanche un soldo ma coperto in maniera discreta di debiti, sono andato all'assalto di un altro ristorante sul lungo mare della mia città. Son riuscito a prenderlo malgrado i miei soci perdevano tempo pensando "ora coma paghiamo l'affitto ? Ora come facciamo le prime spese ? ora come paghiamo il personale? Ora...Ora...Ora... Così che, mentre loro erano presi da questi problemi esistenziali io mi muovevo per mettere in moto quel meccanismo che la struttura stessa mi dava la fortuna di avere... La credibilità e la forza della struttura!!! Grazie all'idea che quella struttura avrebbe lavorato molto, e grazie alla grinta che fornitori e banche vedevano, sono riuscito a far partire tutto da un semplice pugno di mosche che avevo. Dopo neanche un mese avevamo in mano un ristorante che di media faceva circa 500 coperti al giorno, ed avevamo alla nostra dipendenza 15 persone regolarmente assunte (senza dimenticare l'altro ristorante che lavorava ancora). Ora tutto ciò è stato possibile grazie al modo di pensare sempre positivo e sempre vincente. Dalle buone idee e dalla volontà si possono creare imperi dal nulla; ne abbiamo più di un esempio nella storia, ma tutti sembrano avere sempre una concezione pessimista. Ora le ho raccontato i miei ultimi tre anni in due righe, ma leggendo le sue parole sono stato preso dall'entusiasmo, e dalla voglia matta di raccontarle questa storia. Sarei onorato di conoscerla, spero un giorno di poter lavorare con una persona affianco proprio come lei.
il direttore risponde :
ciao Stefano, ho letto con piacere il tuo E-mail, quello che ancora consiglio in questa prima fase è quello di : "non ti fermare" con questo primo successo. Vai sempre avanti avanti e ancora avanti. Chi si ferma diventa statico con il pericolo di vegetare adagiandosi sui frutti del primo successo ... e potrebbe crollare facilmente di fronte ad un nuovo inaspettato problema.
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Benedetto scrive : gentile sig.zovich, ho letto la sua storia e se devo dirle la verita, mi ha molto toccato perche mi ricorda alcuni anni fa io ho fatto lo piu o meno la stessa cosa che a fatto lei solo che non ho avuto fortuna. Io, sono arrivato in Germania senza una lira in tasca facendo autostop, e dopo cinque anni di duro ma che mi ha dato tante soddisfazioni, sono arrivato al punto di avere un ristorante per mio conto. Gli affari sono andati molto bene, fino a quando non ho fatto il piu grande errore della mia vita : ho venduto il ristorante e sono andato ad investire tutto il mio capitale in Romania, non lo avessi mai fatto, ho perduto tutto quello che avevo ed adesso sono nelle condizioni di dover cercare lavoro cioe a chiedere aiuto verso qualcuno che mi possa dare un lavoro. Comunque veniamo al punto io ho molti bravi ragazzi che ho conosciuto in Romania che vorrebbero lavorare in Italia ed in Germania alcuni sono in possesso anche di documenti cha attestano la qualifica di camerieri o pizzaioli, alcuni no. Io non so se questo puo essere interessante se lo e la prego di darmi una risposta e mi perdoni per questo mio lungo scritto, ma anche lei lo ha fatto ed io l'ho letto con tanto piacere per cui la prego lo faccia anche lei e mi dia una risposta anche se negativa non importa. Resto in attesa e la saluto. Benedetto
ciao Benedetto, leggendo le tue righe pensavo ai ragazzi di oggi che si muovono solo se "il posto di lavoro è abbastanza allettante" ... continuando a sfruttare i vantaggi che si hanno "con l'amore dei genitori". Riguardo al tuo "errore" avvenuto in Romania bisogna precisare che nella vita non esistono "errori" ma solo esperienze senza delle quali non è possibile maturare e andare avanti meglio. Se dopo l'amara esperienza chini la testa e rimani seduto per terra (simbolicamente parlando) non hai imparato nulla e rimani fermo ... ma se reagisci e ti risollevi subito senza "piangere il morto" (simb. parl.) l'esperienza amara è stata utile. Il vero imprenditore accetta ben volentieri (anzi le cerca) le esperienze amare perchè lui sà che solo così, prima o poi, arriva ad avere un successo definitivo. Non sò quanti anni hai ma se hai passato i 40 anni ti consiglio di fare tutto il possibile per aprire una propria attività, in ogni caso di rimanere autonomo con la tua esistenza. Il mercato di oggi è orientato sui giovani. In particolare nel settore della gastronomìa ... un cuoco che ha passato il magico numero di anni 40 viene già considerato "troppo vecchio". Giusto o ingiusto che sìa questa è la realtà attuale. Ci sono diverse ragioni fondamentali che non desidero descrivere per non dilungarmi troppo. Riguardo ai ragazzi rumeni il problema consiste solo nell'avere il permesso di lavoro. La Romania fà parte della comunità europea dal 1 gennaio di quest'anno ma per quanto riguarda il mercato del lavoro i confini sono rimasti dove erano per cui ci vorrà ancora qualche anno per potersi muovere nella UE senza problemi di permessi di soggiorno e di lavoro. Sarei molto lieto poter avere personale giovane "non italiano" in quanto i nostri connazionali sono diventati "disoccupati benestanti" e schizzinosi al lavoro in genere e al sacrificio di lavorare anche nei giorni festivi con forse 10/12 ore di lavoro al giorno. I rumeni di oggi sono come i ragazzi italiani del dopoguerra. La gastronomia ha urgentemente bisogno di giovani apprendisti che si buttano senza pretendere nulla anticipatamente. Se vuoi parlare con me più dettagliatamente sul tema telefonami.